Is Murusu



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Dopo mesi di lavoro sul territorio, il cui obiettivo è stato il massimo coinvolgimento di cittadini e abitanti del quartiere di Santa Teresa a Pirri, la nostra associazione è riuscita a mettere in campo, nel mese di novembre 2015, il progetto “Is Murusu de Santa Teresa”, sotto la direzione artistica del celebre street artist ManuInvisible, e la partnership della fondazione Domus De Luna.

Finanziato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, il progetto “Is Murusu de Santa Teresa” nasce dall’idea dell’artista ManuInvisible di realizzare dei murales sulle facciate dei palazzi del quartiere popolare di Santa Teresa a Pirri. L’Urban Center Cagliari, con alle spalle l’esperienza della Galleria del Sale, ha da subito sposato l’idea rendendola progetto, ampliando il concetto di arte a motore di crescita sociale e strumento di riqualificazione degli spazi e dei luoghi, e con la collaborazione della fondazione Domus De Luna è riuscita a coinvolgere gli abitanti del rione in un processo di rinascita stilistica e culturale del quartiere.

Sette artisti, quattro facciate e due settimane di lavori: questi i numeri dell’ambizioso progetto che mira a portare il colore in un quartiere popolare scarsamente conosciuto dagli stessi cagliaritani e che da anni vive in condizioni di disagio, provando a replicare esperienze già affermate a livello nazionale come Tor Marancia e San Basilio a Roma, Ponticelli a Napoli, i quartieri popolari di Petrosino e Borgo Vecchio in Sicilia.

ManuInvisible, Warpix-Duo, Davide Medda e Kofa gli artisti locali, Frode da Milano, e Dzia dal Belgio saranno gli autori di questo grande lavoro che cerca di andare oltre la street art e il colore, puntando ad un processo virtuoso di rigenerazione del quartiere, testimoniato anche dalle attività che si svolgeranno all’interno dell’Exmé: gli alunni della scuola media Ugo Foscolo avranno modo di vedere gli artisti all’opera; o ancora, i ragazzi di “Codice Segreto”, associazione culturale Onlus operante nell’integrazione delle differenti abilità e delle categorie a rischio, e i bambini e adolescenti del quartiere di Santa Teresa impegnati nel laboratorio “Il muro che vorrei”.