Un grande laboratorio di innovazione sociale. Sardegna prima regione ad istituire il Social Impact Investing


La Regione Sardegna è la prima amministrazione pubblica in Italia a dotarsi di un fondo di Social Impact Investing, un innovativo strumento di ingegneria finanziaria attraverso il quale verranno sostenuti interventi pilota di attività imprenditoriali che abbiano ricadute positive di impatto sociale ed occupazionale misurabili. Lo strumento, che avrà una dotazione iniziale di 8 milioni di euro, rappresenta una novità assoluta non solo per la Sardegna ma per l’intero scenario nazionale, sebbene anche altre regioni italiane inizino ad attrezzarsi ed a pianificare l’istituzione di fondi appositi.

L’annuncio dell’istituzione del Social Impact Investing, che verrà gestito da Sfirs Spa, la finanziaria della Regione, è coinciso con la conferenza “Strumenti Finanziari nel Fondo Sociale Europeo”, che si è svolta a Bruxelles la settimana scorsa, dove si è discusso della possibilità di utilizzare, nell’ingegneria finanziaria del fondo, strumenti orientati a generare intenzionalmente ritorno economico e impatto sociale misurabile. Si tratterebbe del superamento del mero sistema dei grants introducendo meccanismi di pay for success, che consentono agli investitori di realizzare progetti sociali e riceverne in cambio un profitto in base all’impatto sociale generato e accuratamente misurato. Dal 2010 a oggi nel mondo sono stati realizzati oltre 45 progetti di questo tipo, per un valore di 185 milioni di dollari in 9 paesi. Tra gli stati pionieri in Europa c’è il Portogallo, dove l’ex Ministro dello Sviluppo Regionale Maduro, ha avviato a partire dal 2013 un processo di riforma che portasse al passaggio da un sistema di sussidi e clientele ad un mercato di investimenti e risultati, il cosiddetto payment by results e social outcome market.

socialimpact

La Sardegna avvia il nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 con un nuovo fondo che interverrà erogando prestiti, capitale di rischio o emissione di bond in favore di progetti tesi alla creazione di impatti sociali positivi. Verranno sostenuti progetti riguardanti l’integrazione e l’inclusione di lavoratori espulsi da comparti produttivi, come l’alluminio, la chimica o il tessile; interventi di politica attiva destinati ai giovani tra i 15 e i 20 anni con difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro ed a rischio di esclusione sociale; interventi di inclusione attiva di detenuti ed ex detenuti, attraverso attività di formazione e orientamento che possano agevolare un reinserimento nel mercato del lavoro. Potranno inoltre essere sostenuti interventi a favore dell’ambiente e della valorizzazione del patrimonio culturale.

 

Sardegna

La Sardegna potrebbe essere uno dei primi luoghi di sperimentazione di nuovi meccanismi che mirano all’efficacia ed alla verificabilità degli interventi. Una potenziale rivoluzione che richiede che i principali attori che animano questo ecosistema lavorino insieme, in una dinamica e azione di sistema, per costruire le basi per nuove connessioni in grado di creare un’infrastruttura sociale ed economica d’impatto per le nostre comunità e per le nuove sfide globali.

 

 

 

Stefano Gregorini